OTTAVA RIMA
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1) LA POESIA ESTEMPORANEA E I POETI IMPROVVISATORI
2) L’OTTAVA RIMA E IL CONTRASTO POETICO
3) L’OTTAVA RIMA E I MOMENTI CERIMONIALI
4) OTTAVA RIMA IN TOSCANA FRA ’800 E ’900
I POETI BEATRICE BUGELLI E VASCO CAI
5) BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
  
LA POESIA ESTEMPORANEA E I POETI IMPROVVISATORI
di Corrado Barontini

Nel mondo tradizionale l’improvvisazione poetica in ottava rima è stata spesso al centro di iniziative. Nei momenti festivi, nelle date cerimoniali (befanate e maggi) ma anche nelle pause di lavoro o nelle occasioni di ritrovo, i poeti estemporanei sono stati frequentemente un punto di incontro nello spazio pieno di voci quotidiane rappresentando il pensiero, le rivendicazioni, gli atteggiamenti conformi alla tradizione, ma anche la sapienza e la spontaneità popolare. Così le fiere, gli appuntamenti calendariali, i pranzi di matrimonio, i momenti cerimoniali ecc, insieme agli incontri di poesia a braccio (riunioni fatte per ascoltare i poeti su temi a contrasto) sono divenute le occasioni di maggior diffusione dell’ottava rima cantata. In Toscana - e in particolare in Maremma - questa forma d’arte ha trovato un terreno fertile per affermarsi prima nel mondo pastorale eppoi in quello operaio e contadino rappresentando una forma di riscatto, di denuncia e di opposizione politica con momenti di forte socialità.
Numerose sono le presenze di poeti nel panorama della poesia estemporanea. Nella nostra regione ci sono ancora in attività una ventina di poeti tradizionali e proprio a Ribolla si realizza tuttora un incontro annuale di poesia improvvisata. Va inoltre ricordato che l’ottava rima ha saputo attirare l’interesse di alcuni personaggi dello spettacolo quali Francesco Guccini, Davide Riondino e lo stesso Roberto Benigni (quest'ultimo in gioventù l'ha praticata andando al seguito di alcuni poeti estemporanei). La Maremma ha dato i natali al poeta Gian Domenico Peri di Arcidosso (1564-1639) "nato poverissimo tra le mandre e i rusticani esercizi imparò solamente a leggere e scrivere" (così dice di lui Eugenio Lazzereschi). Il Peri ci ha lasciato una notevole produzione di poemi in ottava rima. Forma d'arte popolare, l'ottava rima affonda le proprie radici nella struttura metrico-ritmica dei poemi cavallereschi e nonostante la scarsa scolarizzazione dei poeti contadini era frequente sentire chi conosceva a memoria pezzi della Divina Commedia o versi del Tasso, dell'Ariosto e del Cavalier Marino. Anche in questa nostra epoca il "canto improvvisato" è riuscito a mantenere la propria tensione comunicativa grazie alla creatività e alle capacità espressive dei poeti estemporanei che hanno continuato ad improvvisare i loro canti
"
…abbia pure la sua trasformazione
come la vuole la moderna usanza,
ma se si definisce ottava rima
ha sempre la sua forma come prima"


Così scriveva a proposito dell'ottava rima Vasco Cai di Bientina, un maestro dell'improvvisazione poetica del '900. Nei suoi versi pur accogliendo la trasformazione voluta dalla "moderna usanza" ne ribadisce i confini della forma poetica.
  
  
  
  
  
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